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Numero 2
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Ma Internet serve davvero in farmacia ?
Internet, ormai lo sanno anche i sassi, è
la rete delle reti. E si dice che cambierà lo scenario del mondo,
che vivremo tutti in un grande acquario. Vero.
Ma la farmacia, che ci azzecca? Ci azzecca perchè
attraverso la Rete si accede a tutte quelle informazioni di carattere professionale
quali Riviste mediche, banche dati farmaceutiche, Ministero della Sanità,
Istituto Superiore di Sanità, OMS, facoltà di Farmacia delle
più grandi Università del mondo. E sempre attraverso la rete
avremo notizie da associazioni, da fornitori, da enti.
In pratica, qual’è il problema? Vogliamo sapere cosa
è il picnogenolo? Interroghiamo la Rete e Lei ci darà la
risposta. Oppure vogliamo copia della Gazzetta Ufficiale uscita stamane?
Anche questo ci dirà la Rete.
La Rete può tutto o quasi. E sempre di più
potrà. La Rete non è un ente, è fatta da tutti coloro
che ci accedono e mettono informazioni a disposizione. Non soffre di aggiornamenti
che non verranno, perchè siamo noi tutti l’aggiornamento della Rete.
Galeno, un mese fa, è entrata in Rete con le sue
pagine, adesso la Rete è aggiornata con Galeno. Altri mille e mille
e più di mille ancora in questo mese sono entrati in Rete. Anche
loro sono l’aggiornamento della Rete. Federfarma è entrata in Rete?
Federfarma ha aggiornato la Rete. Questa è la forza di Internet.
E’ un autoreplicante, una gigantesca ameba che si riproduce per partenogenesi,
una idra dai 30 milioni di teste (tanti sono i computer collegati) che
si rigenera in continuazione.
Ogni minima notizia sul farmaco, provenga essa dal Congo,
dall’Inghilterra o da Pavia è già sulla rete, e se non c’è
ora, forse la troviamo stasera alle 23.
Ma il farmacista, si sa, è anche un imprenditore.
Vuole collegarsi con il Ministero delle Finanze? Fatto. Vuole chiedere
notizie su una nuova legge? Basta un clic. Ma quel farmacista ama le automobili?
Ne abbiamo di nuove e di usate, colleghiamoci con la FIAT, con la Ferrari
o con il concessionario all’angolo. Ci sono tutti. Con foto e prezzi.
Anche i farmacisti vanno in vacanza, nevvero? E allora
giù con le prenotazioni, con le visioni splendide delle isole dei
mari del sud o della nostra Pantelleria. Insomma gente, affrontiamo questa
nuova esperienza. Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver
come.......ecc. ecc. A proposito, quasi dimenticavamo, l’indirizzo Internet
della Galeno è: http://www.vol.it/galkos Buona navigazione!
P.S.: La prossima volta vi daremo qualche buon indirizzo
e vi parleremo degli strumenti per cominciare a navigare..
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Vanadio, un nuovo insulino-mimetico
La nuova generazione delle sostanze insulino mimetiche
Negli ultimi venti anni sono fiorite numerose ricerche
volte a individuare sostanze capaci di modulare o intensificare gli effetti
dell'insulina.
Alcuni risultati incoraggianti sono venuti dal campo
vegetale, basti pensare all'attività della Gymnema sylvestre R.Br.
il cui fitocomplesso, rappresentato dall'acido gimnemico, si è mostrato
capace di ridurre la glicemia e diminuire l'accumulo dei metaboliti provenienti
dalle vie di glicosilazione non enzimatica indipendenti dall'insulina,
responsabili dei danni cardiovascolari, renali etc. che si verificano nelle
forme avanzate di diabete.
Ulteriori studi nel campo dei minerali hanno dimostrato
l'efficacia di una integrazione con sali di cromo (orotato, picolinato,
polinicotinato) in quanto capaci di favorire il legame dell'insulina col
recettore insulinico cellulare: per tale motivo essi risultano soprattutto
utili nel diabete insulino-resistente. In particolare si è visto
che il cromo polinicotinato, costituito da un composto di coordinazine
fra cromo e niacina (ac. nicotinico), rappresenta la parte attiva del fattore
di tolleranza al glucosio (Glucose Tolerance Factor = G.T.F.) necessario
per l'interazione specifica fra insulina e recettore insulinico.
Recentemente sono stati studiati i sali di vanadio (vedi
tabella n. 1) come possibili sostanze in grado di mimare i messaggi
dell'insulina. I sali di vanadio imitano l'insulina.
Gli ioni vanadato [sali di vanadio (V), cioè allo
stato di ossidazione +5] e gli ioni vanadil [sali di vanadio (IV), stato
di ossidazione +4] saggiati in numerosi sistemi cellulari in vitro si sono
dimostrati capaci di mimare quasi tutte le azioni peculiari dell'insulina:
1) favoriscono l'entrata del glucosio nelle cellule (aumentata permeabilità
cellulare al glucosio) e il suo utilizzo a fini energetici (glicolisi);
2) aumentano i livelli di glicogeno (glicogenosintesi);
3) favoriscono la sintesi proteica (azione anabolizzante) e diminuiscono
la distruzione proteica (riduzione del catabolismo proteico);
4) impediscono l'accumulo dei metaboliti (proteine glicosilate, glicosamminoglicani
e prodotti correlati) provenienti dalle vie di trasformazione indipendenti
dall'insulina (glicosilazione non enzimatica) responsabili dei danni cardiovascolari,
cerebrali, renali, oculari che si verificano nel diabete.
I vanadati si sono dimostrati notevolmente più
tossici degli ioni vanadil che pertanto sono quelli rimasti in uso e sperimentazione.
Già nel 1980 la rivista Nature (284:556, 1980)
affermava che la forma vanadil dell'elemento vanadio è capace di
inviare all'interno della cellula dei segnali virtualmente identici a quelli
generati dall'insulina. A differenza dell'insulina sono inoltre assorbiti
per via orale. La loro somministrazione normalizza i livelli ematici di
glucosio negli animali diabetici e migliora le varie manifestazioni aberranti
correlate al diabete, all'iperglicemia e all'ipoinsulinemia (Science 227:1474,
1985). In particolare i sali di vanadio (IV) si sono dimostrati efficaci
sia nel trattamento del diabete mellito insulino-dipendente (D.I.D. o Tipo
I) che del diabete mellito non insulino-dipendente (D.N.I.D. o insulino-resistente
o tipo II) correlato alla sindrome X, nonchè delle diverse intolleranze
al glucosio.
Il dato affascinante è rappresentato dalla constatazione
che anche dopo diversi mesi dopo l'interruzione del trattamento gli animali
mantenevano un metabolismo glucidico normale (Metabolism 38: 1022, 1989).
I sali di vanadio vengono pertanto considerati potenziali farmaci contro
il diabete mellito umano dei vari tipi: sono tuttora in corso sperimentazioni
cliniche atte a dimostrarne l'efficacia e la sicurezza d'uso.
Il futuro della vanadil forma
Per migliorare il trasporto degli ioni vanadil attraverso
la membrana lipidica cellulare sono pure stati sintetizzati dei bisidrossammato
vanadil-derivati che sono risultati notevomente (circa 20 volte) più
efficaci del vanadil solfato nella stimolazione del metabolismo glucidico
negli adipociti di ratto.
Modificazioni a livello muscolare
A livello muscolare in soggetti sani, non diabetici,
si osserva una minore proteolisi grazie al maggior accumulo di glicogeno,
capace di essere utilizzato per la sintesi di glucosio e quindi per la
produzione di energia durante lo sforzo, salvaguardando appunto la massa
proteica (che verrebbe bruciata in carenza di fonti energetiche glucidiche).
Anche l'assorbimento del glucosio e l'accumulo di glicogeno
nelle cellule muscolari viene aumentato, e così pure l'assimilazione
delle proteine da parte del tessuto muscolare.
Tutto questo favorisce un miglior mantenimento della
massa muscolare ed i muscoli appaiono notevolmente tonificati.
L'assunzione di vanadil solfato produce dei cambiamenti
metabolici sicuramente correlati all'aumentata disponibilità di
glucosio, inoltre circa il 50% degli zuccheri assorbiti nel circolo ematico
si trova a disposizione del tessuto muscolare per essere bruciato (produzione
energetica) o per essere immagazzinato sotto forma di glicogeno (Magn.Res.Med.,
27:13, 1992).
Sono stati riscontrati inoltre effetti potenzialmente
anabolizzanti correlati ad aumentati livelli di alcuni fattori di crescita
(FEBS Lett., 340: 269, 1994; J.Cell Physiol., 158: 408, 1994).
Associazioni capaci di potenziare l'attività del vanadio
Oltre all'azione antiossidante e stabilizzante di
membrana (aiuta a mantenere una giusta concentrazione elettrolitica all'interno
della cellula), l'amminoacido taurina è capace di attivare o amplificare
i segnali provenienti dall'insulina (Biochem.Pharmacol., 33:2835, 1984;
Prog.Clin..Biol.Res., 351:71, 1990). L'associazione di vanadil solfato
con taurina permette di abbassare il dosaggio di quest'ultimo, diminuendone
anche gli eventuali effetti collaterali. Altre associazioni utili sono
riportate nella tabella n. 3.
Posologia
Generalmente vengono impiegati 5-15 mg di vanadil
solfato per 2-3 volte al giorno durante i pasti, in base alla massa corporea
dell'individuo (vedi tabella n. 2).
Nel caso degli sportivi (body builders, sollevatori di
pesi etc.) una delle somministrazioni giornaliere deve essere effettuata
entro 1 ora dopo l'allenamento, unitamente ad un pasto a base di proteine
e carboidrati.
E' consigliabile effettuare cicli di somministrazione
di 3 settimane alternati da 2 settimane di riposo, oppure cicli di 3 mesi
di somministrazione alternati sempre da 2 settimane di riposo.
Non superare i dosaggi raccomandati.
Sicurezza d'uso
Molto si è detto sulla tossicità del
vanadio in quanto trattasi di un metallo pesante (anche se dei meno tossici):
le ricerche effettuate hanno dimostrato che dosaggi di circa 60 mg al giorno
somministrati per cicli di 3 settimane alternati da 2 settimane di pausa,
oppure per cicli di 3 mesi alternati da pausa di 2 settimane, risultano
sicuri e privi di tossicità (J.Clin.Invest. 38:1251, 1959; Am.J.Clin.Nutr.,
1960).
La somministrazione di dosi ancora più alte per
un anno non ha mostrato effetti tossici significativi (Pharmacol. Toxicol,
1994). Negli studi volti a determinare la potenziale tossicità dei
sali di vanadio è stato necessario sperimentare su animali dosi
massiccie, equivalenti a circa 1 g per un adulto, cioè 20-50 volte
superiori a quelle consigliate (Toxicology 66:279, 1991; 80:199, 1993).
Nella rivista Clin.Neurol.Neurosurg. 96:92, 1994 è
riportato il caso di una donna che aveva tentato di suicidarsi con 12 g
di vanadio: grazie alla somministrazione di chelanti e di vitamina C la
paziente è stata salvata ed è ritornata alla normalità,
tuttavia nelle sue urine si trovavano notevoli quantità di vanadio
anche dopo 9 mesi. Questo dimostra che alte dosi di sali di vanadio possono
accumularsi nell'organismo per essere poi escrete molto lentamente.
Effetti collaterali
Fra i sali di vanadio (IV) la forma meno tossica è
rappresentata dal vanadio (IV) ossisolfato (vanadil solfato).
Abbastanza frequentemente possono comparire disturbi
gastrointestinali, per questo motivo è preferibile assumere i sali
di vanadio durante i pasti. Al persistere di tali sintomi è opportuno
sospendere la terapia.
E' tuttavia possibile ricorrere ad alcuni accorgimenti:
ad esempio la somministrazione contemporanea di 50-100 mg di taurina permette
di ridurre i dosaggi del vanadil solfato e riduce così la comparsa
della sintomatologia gastrointestinale.
Bibliografia
- Canadian Chemical Process Industry, 26: 569-70, 1942
- Karlson P.: Biochimica, Manfredi Editore, Firenze, 1978
- Chaitow L.: Gli amminoacidi e i loro effetti sulla nostra salute, Tecniche
Nuove, 1993
- Phillips S.: "Riscopriamo il vecchio, riveliamo il nuovo",
Olympian's News, 1996
Tabella n. 1
D.C.It. VANADIL SOLFATO PENTAIDRATO
Sinonimi: vanadium (IV) ossisolfato; vanadium (IV) ossido-solfato (pentaidrati)
Formula bruta: VOSO4·5H2O opp. O5SV·5H2O
Peso molecolare: 253,08 CAS: 12439-96-2
Denominazione CAS: vanadio ossisolfato
Caratteristiche organolettiche: polvere cristallina di colore blu, sapore
amaro
Solubilità: solubile in acqua (è stabile però solo
in soluzione acida)
Punto di fusione: n.r.
Titolo FU o altro testo: 96% ca., titolaz. redox (D.M.F.)
Determinazione quantitativa: titolazione redox
| Saggi: |
soluzione acquosa 10%: limpida |
| contenuto in acqua: 30-40% |
Incompatibilità: instabile (polimerizza) in soluzioni alcaline
e/o neutre
Conservazione: in recipienti ben chiusi, al riparo dall'umidità
e dalla luce
Rititolare dopo: 5 anni
Categoria terapeutica: antidiabetico (insulino-simile)
| Pericolosità: |
R20/22 NOCIVO per inalazione e ingestione |
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S 22 Non respirare le polveri |
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Tabella n. 2: VANADIL SOLFATO, DOSI RACCOMANDATE
IN BASE AL PESO CORPOREO
| Peso corporeo |
kg 55 |
kg 67,5 |
kg 80 |
kg 90 |
kg 110 |
Posologia
giornaliera |
mg 15 |
mg 22,5 |
mg 30 |
mg 37,5 |
mg 45 |
Tabella n. 3: FORMULAZIONI COMPOSTE
a) vanadil solfato mg 10 (regolatore insulinico, insulino-mimetico)
cromo picolinato mcg 50 (favorisce trasporto e utilizzazione del glucosio)
eccipienti q.b. per 1 capsula
Posologia consigliata: 1 tavoletta al giorno per un peso corporeo
pari a 55 kg, 2 tavolette al giorno per 67,5 kg, 3 tavolette al giorno
per 80 kg e oltre. *** Non superare i dosaggi raccomandati.
***
Indicazioni: le stesse del vanadil solfato, potenziate. |
b) creatina monoidrato mg 200
gammaorizanolo (o diosgenina) mg 100
inosina mg 50
l-carnitina mg 30
vanadil solfato mg 3
cromo polinicotinato mcg 50
Posologia consigliata: 1-3 capsule al giorno.
Indicazioni: anabolizzante, aumenta la resistenza allo sforzo. |
c) taurina mg 400
vanadil solfato mg 7,5
sodio selenito mcg 30
Posologia consigliata: 2-3 capsule al giorno.
Indicazioni: stesse indicazioni del vanadil solfato, potenziate.
La taurina permette un più basso dosaggio di vanadil solfato, il
sodio selenito (antiradicalico) impedendo l'invecchiamento cellulare, favorisce
il buon funzionamento dei vari processi che avvengono nella cellula. |
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L'evoluzione della specie
Opercolatrice manuale Tri- Plex 100
Continua il nostro viaggio nel mondo delle attrezzature
che dovrebbero costituire la base per ogni farmacista che intenda allestire
nel proprio laboratorio le preparazioni magistrali.
Già la volta scorsa abbiamo sottolineato l’importanza
delle miscelazioni, questa volta prendiamo in esame lo strumento per allestire
le CAPSULE.
La capsula è sicuramente una delle forme farmaceutiche
più utilizzata dall’ industria e fino a poco tempo fa era di esclusivo
appannaggio di quest’ultima, sia perchè i medici ancora non utilizzavano
questa forma farmaceutica per le prescrizioni di tipo magistrale, sia perchè
mancava un vero e proprio strumento dedicato a tale scopo, dimensionato
alle capacità produttive di un laboratorio di farmacia e ad un prezzo
contenuto. Infatti se l’industria disponeva di catene produttive automatizzate,
dalle dimensioni e dai costi inaccessibili per la farmacia, l’ unico strumento
disponibile per l’allestimento di preparazioni solide monodose orali previsto
addirittura dalla F.U. VIII era la PILLOLIERA, con la quale si preparavano
appunto le pillole “a mano”, metodo che certamente non contemplava il rispetto
delle norme igieniche e tanto meno le Norme di Buona Preparazione (N.B.P.).
Ancora una volta quindi il divario tecnologico tra industria e laboratorio
di farmacia era sempre molto marcato.
Per fare fronte così alle sempre più frequenti
richieste da parte dei medici che cominciavano ad utilizzare la CAPSULA
nelle loro prescrizioni, si cominciò a pensare di costruire uno
strumento dimensionato alle necessità della farmacia. Fecero così
la loro comparsa sul mercato le prime OPERCOLATRICI manuali di produzione
belga, molto semplici sotto il punto di vista costruttivo e dei materiali
utilizzati, ma anche molto funzionali, contenute nelle dimensioni e anche
non eccessivamente costose. Così finalmente anche per la farmacia
era disponibile uno strumento tecnologicamente avanzato che permetteva
la produzione in serie di capsule.
Naturalmente da allora la macchina ha subito migliorie
e modifiche evolutive fino ad arrivare all’attuale modello di opercolatrice
Tri-Plex 100, che rappresenta sicuramente quello più
avanzato in ordine di tempo. Ma che cos’è esattamente il metodo
Tri-Plex 100 ?
Tri-Plex 100 è il nuovissimo sistema
per la produzione in serie di capsule e anche se a prima vista può
sembrare del tutto simile (nell’ aspetto) ad altre macchine già
presenti sul mercato, si differenzia dagli altri sistemi fondamentalmente
per la sua rivoluzionaria ed innovativa concezione di quelle che fino ad
oggi sono state le soluzioni impiegate dai costruttori nella produzione
di strumenti per il riempimento manuale delle capsule. La sua grande versatilità
e semplicità d’uso ma soprattutto la vasta gamma di accessori con
il quale viene fornito di serie, fanno del sistema Tri-Plex 100
la più moderna opercolatrice manuale oggi disponibile sul mercato.
E’ infatti proprio grazie agli accessori che corredano il sistema e alla
loro intercambiabilità, possiamo affermare che in realtà
le macchine a disposizione sono due, il che incide favorevolmente sia sull’aspetto
economico sia su quello pratico.
Componenti del sistema Tri-Plex 100
Qui sotto sono elencati tutti i componenti che fanno parte del sistema
Tri-Plex 100, tutte queste parti vengono fornite con l’acquisto
della macchina e sono completamente intercambiabili tra loro.
Telaio per Macchina OPERCOLATRICE (Tri-Plex 100)
KIT piastre tipo “ 0 “ 100 alloggiamenti con piedini distanziali svitabili
KIT piastre tipo “ 2 “ 100 alloggiamenti con piedini distanziali svitabili
Telaio per Macchina CONVOGLIATORE (Tri-Plex 50)
KIT griglie tipo “ 0 “ 50 alloggiamenti
KIT griglie tipo “ 2 “ 50 alloggiamenti
PETTINE BIVALENTE A 10 DENTI
SPATOLA IN POLICARBONATO
N° 2 chiavi a brucola per operare il cambio delle griglie
Caratteristiche tecniche
Tri-Plex 100 è costruita con materiali
completamente inerti:
PLEXIGLAS
POLICARBONATO
METALLO CROMATO
Tri-Plex 100 è stata espressamente
costruita su indicazioni di Galeno TeKno-Lab
INFORMIAMO CHE A BREVE SARA’ DISPONIBILE IL NUOVO LISTINO
GALENO E IL NUOVO CATALOGO FOTOGRAFICO
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Ripercussioni sul laboratorio di farmacia del decreto
sul Camedrio
Alcuni farmacisti ci chiedono di restituire l'E.F.
di Camedrio in quanto l'Assiprofar-Federfarma di Roma ha inviato alle farmacie
una circolare del 26 settembre 1996 in cui genericamente si dice che "il
Ministero della Sanità con proprio provvedimento ha disposto il
ritiro immediato dal commercio della pianta Teucrium chamedris detta Germandree,
Camedrio, Querciola e delle relative preparazioni, anche in associazione".
Vogliamo invece precisare che con decreto del Ministero
della Sanità 29 luglio 1996, pubblicato sulla G.U. n. 181 del 3
agosto 1996 "Commercializzazione di preparati contenenti parti della
pianta Teucrium chamaedris, detta anche Germadree, Camedrio, Querciola"
viene disposto che la pianta Teucrium chamaedris e le relative preparazioni,
anche in associazione, ricadono sotto la disciplina prevista dagli articoli
146 e 147 del T.U.LL.SS.
In pratica quindi sia la pianta nelle varie parti utilizzate
(in genere si impiega la pianta fiorita) nei vari tagli (polvere, taglio
tisana, intera) che i suoi derivati (estratti fluidi, glicolici, secchi,
tintura madre, essenza e quant'altro) sono considerati VELENO (tabella
n. 3 F.U.I IX) e devono pertanto essere conservati in armadio chiuso a
chiave con l'indicazione e il simbolo di veleno (TOSSICO, secondo la normativa
internazionale). L'immediato ritiro dal commercio riguarda quindi soltanto
le preparazioni alimentari-erboristiche di libera vendita. Il camedrio
e i suoi estratti restano invece prescrivibili come magistrali.
Cogliamo l'occasione per ricordare quali sono le normative
che regolano la prescrizione e la dispensazione delle preparazioni contenenti
sostanze manifestamente tossiche.
Le prescrizioni magistrali contenenti VELENI ricadono
ancora sotto le disposizioni dell'art. 39 del R.D. n. 1706/38: il medico
è obbligato a scrivere in tutte lettere la quantità delle
sostanze tossiche prescritte. La ricetta è non ripetibile, ha una
validità di 3 mesi, deve essere conservata in farmacia per 6 mesi.
La dispensazione deve essere effettuata a persona che abbia compiuto il
sedicesimo anno di età. Il decreto è in vigore dal giorno
della sua pubblicazione in G.U. cioè dal 3/8/96.
Preparazioni Magistrali a base
di benfluorex
Ci viene spesso richiesto se la sostanza benfluorex
sia prescrivibile come preparazione magistrale. Su questo argomento già
nel 1994 avevamo chiesto un chiarimento al Ministero della Sanità.
La risposta confermava che tale sostanza rimane esclusa dalle limitazioni
del decreto sugli anoressizzanti e di conseguenza risulta liberamente prescrivibile
dal medico come magistrale.
Di seguito viene riportata per esteso la nostra richiesta
e la risposta del responsabile del Servizio.
Comeana, 25/8/94
Al Ministero della Sanità Direzione Generale Stupefacenti Roma
Att.ne dr.sa Monzali
Oggetto: Preparazioni magistrali a base di benfluorex
Il D.M. 26 maggio 1987 vietava le preparazioni galeniche
"...contenenti una o più delle seguenti sostanze: amfepramone,
fendimetrazina, fentermina, benzfetamina, fenfluramina e benfluorex in
associazione con altri principi farmacologicamente attivi...".
Sebbene in "Farmacopea Ufficiale Notizie" (Pro
Pharmacopoeia) aprile 1992 si facesse riferimento all'eventuale errore
in cui si poteva essere incorsi nella stesura del decreto prima citato
fra Clobenzorex cloridrato (anoressizzante centrale) e Benfluorex cloridrato
(lipolitico registrato come Mediaxal), nessun decreto intervenne successivamente
per liberalizzare di nuovo le preparazioni a base di benfluorex.
Si è così giunti al D.M. 13 aprile 1993:
"Divieti e limitazioni nella preparazione di medicinali contenenti
anoressizzanti". E' mio avviso che tale decreto, tenendo presente
anche il D.M. 26 maggio 1987 ("Visto il proprio precedente decreto
del 26 maggio 1987...") venga ad annullare e sostituire tutti i precedenti
decreti in materia di limitazioni sulle preparazioni magistrali anoressizzanti,
pertanto il benfluorex, non essendo in esso citato, è libero dai
vincoli posti da tale decreto.
Gradirei una conferma o comunque una Sua interpretazione
in merito. Ringraziando anticipatamente per la Sua cortese attenzione,
porgo i migliori saluti
x Galeno s.a.s.
il D.T. dr. Franco Bettiol
Ministero della Sanità Roma 13/9/94
Dir.Gen.Servizio Farmaceutico - Ufficio Centrale Stupefacenti
Alla ditta GALENO Via Petrarca 53b Comeana (PO)
Risposta al foglio n. 800.UCS/6854/41046 del 25/8/94
Oggetto: Preparazioni magistrali a base di Benfluorex
Con riferimento al foglio sopracitato concernente
l'oggetto si comunica che il D.M. 13 aprile 1993 concernente "Divieti
e limitazioni nella preparazione di medicinali contenenti sostanze anoressizzanti",
è riassuntivo e conclusivo rispetto alla materia trattata e pertanto
le preparazioni magistrali a base di Benfluorex non soggiacciono alle sue
limitazioni.
il Dirigente L'Ufficio Centrale Stupefacenti
dr.ssa Chiara Monzali
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Resoconto economico
Tra le novità più interessanti
e forse anche più nascoste di Magistra 4.0 c’è il resoconto
economico dell’attività svolta in laboratorio.
L’origine dei dati che permettono la stesura di questo
rapporto è il Registro delle Preparazioni per cui, per avere risultati
attendibili, è necessario trascrivere su tale registro tutte, o
quasi tutte, le preparazioni prodotte.
Con un minimo sforzo si può usufruire di uno strumento
veramente interessante, visto che la sopracitata operazione consiste semplicemente
nel digitare “Sì” nella relativa casellina che si incontra prima
della stampa dell’etichetta da apporre sulla confezione. Inoltre la corretta
gestione del Registro delle Preparazioni e del Registro delle Materie Prime,
che è compilato in automatico al momento del carico delle sostanze
tra le giacenze del magazzino, permettono di risalire, per qualsiasi preparazione,
al lotto delle sostanze impiegate ed ai relativi produttori, dato che tali
informazioni sono riportate senza l’intervento dell’operatore.
Vediamo in dettaglio il resoconto al quale si arriva
selezionando la voce “Registri” dal Menù Principale, di seguito
“Preparazioni”, proseguendo con “Stampa”, dirigendo il risultato indifferentemente
a “Video” o su “Carta” ed in fine, una volta impostati i parametri di selezione
delle preparazioni, premendo il tasto [F10] piuttosto che il tasto [F4]
che produrrebbe la stampa vera e propria del registro delle preparazioni.
Il resoconto può essere redatto tenendo conto
solo di alcune preparazioni selezionate in base alla data in cui sono state
prodotte, al medico prescrittore, al paziente, al tipo di tariffazione
(magistrale o multipla), alla forma farmaceutica (capsule, pomate, ecc.),
ad una sostanza in esse contenute.
E' rappresentato in forma tabulare dove per le sostanze,
i contenitori e l’onorario sono riportati il costo, la vendita ed il ricavo.
Il costo onorario è estremamente discriminale e forfettario, da
inserire volta per volta considerando il tempo dedicato abitualmente al
laboratorio. Naturalmente non manca la riga riassuntiva dei totali dalla
quale di possono desumere anche l’incasso ed il guadagno prodotto dal laboratorio.
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