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Numero 1
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(ricordando Evaristo Galois)
Ormai il tempo non ci basta più. Sarebbe triste fare come Evaristo Galois,
pur essendo lontani mille miglia dalla sua genialità, che a soli 21 anni,
conscio che all’alba sarebbe stato ucciso in un duello, passò la notte a
scrivere le sue brillanti intuizioni sulla teoria dei gruppi algebrici
interrompendo ogni dimostrazione con la drammatica frase “NON HO TEMPO”.
Alcuni di quei teoremi sono stati dimostrati anni dopo, un paio sono ancora da
comprendere appieno. Anche noi non abbiamo più tempo. Ci vediamo costretti ad
affrettare la nostra consulenza, ad abbreviare le nostre risposte, a produrre
meno materiale di quello che vorremmo. Galeno report dovrà essere la risposta
a quelle domande che ancora non ci avete fatto. Dovrà essere quella
bibliografia che ancora non ci avete chiesto. Ce la metteremo tutta, come
sempre, e come sempre, viva la modestia, non vi deluderemo. Sarà un mensile,
ed ogni mese vi parleremo della sostanza che state cercando, ogni mese vi
aggiorneremo sulle nostre proposte commerciali e sui nostri servizi, ogni mese
risponderemo per iscritto alle domande di interesse generale. Ogni mese vincerà
il laboratorio, con le macchine, con le formule, con i perche’ e i percome.
Se Galeno Report, come crediamo, attirera’ il vostro interesse, ed anche voi
vi impegnerete a costruirlo, attraverso gli stimoli, le domande, le critiche,
diventera’ davvero uno strumento utile per mantenere viva la nobile Ars
Preparandi (orribile dictu) del Laboratorio di Farmacia. Non chiediamo molto,
vi chiediamo solo di crederci. Il resto lo faremo assieme!
La redazione
Chitosano, la fibra che lega
i grassi
Breve storia
La chitina, precursore dei chitosano, fu scoperta
per la prima volta nei funghi dallo studìoso francese H. Braconnot
nel 181 l. Pochi anni dopo fu isolata anche da corazze di insetti. E' costituita
da una catena lunghissima formata da unità di N-acetil-D-giucosammina
e costituisce la fibra più abbondante in natura dopo la celluiosa,
alla quale somiglia sotto diversi aspetti. La chitina viene oggi ottenuta
principalmente dai gusci (esoscheletro) di crostacei, in particolare granchi
e gamberi, per un ammontare di 50000 tonnellate all'anno.
Il chitosano fu scoperto per caso dal prof. C. Rouget
nel 1859 mentre cercava di produrre u sapone naturale bollendo la chitina
in alcali: dopo ebollizione infatti si liberano per deacetiiazione i gruppi
amminici ottenendo così una catena costituita da unità di
giucosammina (vedi figura 1). I
gruppi amminici a pH acido vengono protonati caricandosi positivamente,
a questa caratteristica sono dovute la peculiari attività dei chitosano.
Il fiori della ricerca nei campo dei prodotti sintetici fece abbandonare
gli studi su questi derivati naturali, solo dopo il 1970 l'attenzione degli
studiosi si è rivolta nuovamente a questo settore.
Caratteristiche chimico-fisiche del chitosano
Il chitosano è un polisaccaride formato
principalmente dalla ripetizione di unità di beta (1-4) 2-amino-2-deossi-D-glucosio
(D-glucosammina). Le unità deacetilate del tipico prodotto reperibile
in commercio rappresentano il 70-80% del totale, mentre nella chitina soltanto
circa il 15% è deacetilato. Il chitosano è disponibile sotto
forma di polvere fine, di scagliette, più raramente cristallino,
di colore bianco, quasi bianco o giallastro, odore lieve, insapore.
Figura n. 1

Usi del chitosano
Il primo uso moderno del chitosano
è rappresentato dalla purificazione dell'acqua: grazie alla sua
capacità di catturare gli oli e i grassi può essere infatti
sparso sulle acque marine in cui sia avvenuto uno spargimento di oli, greggio
etc. che vengono assorbiti formando una massa che può facilmente
essere rimossa dalle acque. Il chitosano è anche capace di depurare
le acque reflue da metalli pesanti e piccole particelle.
Vediamo quali sono le possibili applicazioni in campo
medico. Grazie alla peculiare capacità di legare i lipidi, l'impiego
più interessante sicuramente riguarda il controllo del peso e del
colesterolo.
Infatti il chitosano è una fibra indigeribile,
quindi priva di apporto calorico che, a differenza di altre fibre, si comporta
nello stomaco come una vera "spugna dei grassi" arrivando a legare
una quantità di lipidi fino a 5 volte il suo peso.
Tale capacità risulta almeno 5-10 volte superiore
a quella delle altre fibre (vedi tabella
n. 1). Responsabile di questa azione è la natura basica
del chitosano che lo differenzia della maggior parte delle altre fibre
naturali che sono neutre o acide. I lipidi così legati attraversano
l'intestino senza essere assorbiti e vengono quindi escreti con le feci.
La D-glucosammina da sola invece, essendo facilmente assorbibile, non ha
la capacità di aumentare l'escrezione fecale dei lipidi.
Il chitosano è inoltre un efficace agente
ipocolesterolemizzante: ricerche svolte in Giappone hanno dimostrato che
esso riesce ad abbassare i livelli di LDL colesterolo (colesterolo-cattivo)
aumentando invece i valori di HDL colesterolo (colesterolo-buono) sia nel
sangue che nel fegato. Nei mammiferi il chitosano riesce a controllare
la colesterolemia quanto la colestiramina, senza possederne gli effetti
indesiderati: disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche sulle mucose
e sulla pelle (American Journal of Clinical Nutrition). I livelli ematici
di colesterolo sono ridotti fino al 66,2%.
Altre attività salutari degne di nota sono state
riscontrate con l'uso del chitosano: azione antiacida (dovuta alla particolare
composizione chimica della fibra); velocizzazione del riconsolidamento
delle fratture ossee e azione antireumatica (infatti migliora l'assorbimento
del calcio a livello intestinale, inoltre la flora batterica è capace
di scindere in parte il chitosano liberando glucosammina dalla dimostrata
azione antiartritica).
Tabella n. 1 - Effetto
dell'apporto alimentare di fibre sull'escrezione fecale dei lipidi
| Fibre |
% di lipidi escreti |
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| chitosano |
50,8 + 21,6 |
| carragenine |
9,6 + 1,9 |
| sodio alginato |
8,1 + 2,2 |
| pectine |
7,4 + 1,9 |
| guar |
6,0 + 1,7 |
| glucomannano |
5,2 + 0,6 |
| cellulosa |
5,1 + 2,1 |
| agar-agar |
2,8 + 0,4 |
Meccanismo d'azione
Vi sono due tipi di meccanismi
chiamati in causa per spiegare come il chitosano riesca a catturare e poi
legare i grassi:
1) abbiamo visto che al pH acido dello stomaco i gruppi amminici del chitosano
vengono protonati caricandolo positivamente (-NH3+) così
da favorire il legame con gli acidi grassi liberi e gli acidi biliari che
invece sono caricati negativamente (-COO - ;vedi
figura n. 2). Questo meccanismo in particolare spiega l'abbassamento
dei livelli di LDL colesterolo: infatti il fegato utilizza LDL colesterolo
per sintetizzare gli acidi biliari, poichè questi vengono catturati
e legati dal chitosano, il fegato ne produce di nuovi consumando ancora
LDL colesterolo migliorando il rapporto LDL/HDL. Poichè gli acidi
biliari sono immobilizzati dal chitosano, i lipidi non possono essere resi
solubili, viene così impedita la loro digestione e il loro assorbimento.
2) il secondo meccanismo può essere paragonato ad un effetto canestro
(netting; vedi figura n. 3): la
catena di chitosano si dispone in cerchio attorno alla goccia di grasso
e la ingloba impedendo che venga digerita dagli enzimi lipolitici. Questo
meccanismo, ormai noto nei procedimenti di depurazione delle acque a base
di chitosano, è stato dimostrato anche in vivo. ________________________________
Figura n. 2 -
Meccanismo
elettrostatico

Figura n. 3 - Effetto canestro
(netting)

Sostanze capaci di potenziare l'azione del
chitosano
L'aggiunta di ac. ascorbico
potenzia ulteriormente il suo potere legante nei confronti dei grassi.
E' così possibile raggiungere l'80% di eliminazione fecale dei lipidi.
Nel trattamento dell'ipercolesterolemia inoltre l'aggiunta di ac. ascorbico,
grazie alla sua azione antiossidante, impedisce ai colesterolo-ossidi di
depositarsi sulle pareti arteriose (placche aterosclerotiche) danneggiando
la circolazione, e protegge le pareti arteriose dai danni causati successivamente
dai radicali liberi. L'ac.citrico ed i suoi derivati
come l'ac. idrossicitrico (HCA), principio attivo della Garcinia cambogia,
aumentano notevolmente l'azione rigonfiante del chitosano, dando maggior
senso di sazietà e conseguentemente sopprimendo l'appetito. In particolare
l'ac. idrossicitrico svolge azione complementare e sinergica col chitosano:
infatti è capace di impedire la trasformazione epatica degli zuccheri
in grassi, favorendo invece la conversione e l'immagazzinamento degli zuccheri
sotto forma di glicogeno, riserva energetica dell'organismo diminuendo
il senso di stanchezza tipico di molti obesi.
Le piante ad azione termogenica (Cola, guaranà
ed altre contenenti basi xantiniche; oppure Efedra contenente efedrina)
hanno la capacità di bruciare le calorie in eccesso, in particolare
quelle immagazzinate sotto forma di depositi lipidici contribuendo al controllo
del peso.
L'associazione con altre fibre (tipo guar o psillio)
favorisce il transito intestinale e quindi l'eliminazione del complesso
chitosano-lipide attraverso le feci.
Integratori della dieta
E' utile integrare la dieta,
lontano dall'assunzione del chitosano, con le vitamine liposolubili, in
particolare vit. A, E, K ed F, il cui assorbimento viene notevolmente ridotto
per i motivi già citati.
Talora può risultare utile anche l'integrazione
con multiminerali chelati in quanto il chitosano può inglobare nella
sua mucillagine anche alcuni dei minerali ingeriti con gli alimenti; peraltro
l'aggiunta di vit. C al chitosano diminuisce notevolmente la perdita di
minerali.
Posologia
1 grammo di chitosano prima
di pranzo e 1 grammo prima di cena con abbondante acqua.
Sicurezza d'uso
Il chitosano è
una fibra non assorbita capace di rigonfiare e formare un gel al pH acido
del lume dello stomaco: somministrando dosi molto alte l'unico sintomo
incontrato era correlato con la disidratazione e la compressione delle
pareti dello stomaco, dovute al rigonfiamento della fibra.
La DL 50 del chitosano è superiore a 16
g/kg pro die nel topo, nell'uomo sarebbe paragonabile all'assunzione di
1,33 g/kg pro die (oltre 90 g). Gli studi clinici, effettuati con l'assunzione
di 2-6 g al giorno, non hanno mostrato alcun effetto indesiderato. Occasionalmente,
in pazienti predisposti, è stato riportato un rallentamento o aumento
del transito intestinale. Naturalmente occorre sempre avvertire il paziente
di bere un bel bicchiere d'acqua insieme al chitosano (circa 200 ml).
Controindicazioni
Il chitosano è controindicato
in gravidanza, durante l'allattamento (a causa del diminuito assorbimento
di vitamine liposolubili) e nelle persone allergiche ai crostacei.
Bibliografia
- Deuchi K. et al.: "Decreasing effect
of Chitosan on the Apparent Fat Digestibility by Rats Fed on a High-Fat
Diet", Bioscience, Biotechnology & Biochemistry, 58 (9), 1613-1616,
1994
- Furda I.: "Non absorbable Lipid Binder", United States Patent,
1980
- Nauss J.L., Thompson J.L., Nagvary: "The binding of micellar lipids
of Chitosan", Lipids, 18 (10), 714-719, 1983
- Kanauki O., Deuchi K., Imasato Y.: "Mechanism for the inhibition
of fat digestion by Chitosan and for the synergistic effect of ascorbate",
Bioscience, Biotechnology & Biochemistry, 59 (5), 786-790, 1985
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La farmacia fra tradizione e
tecnologia
Da sempre il Farmacista e la farmacia hanno
sofferto del gap tecnologico per le preparazioni Magistrali nei confronti
dell’industria. La mancanza di apparecchiature era dovuta anche alla tipologia
di preparazioni che venivano allestite nei laboratori delle farmacie, infatti
perlopiù si trattava di preparazioni di tipo dermatologico o di
sciroppi o al massimo di cartine o cachets che fino a qualche anno fa non
richiedevano grossi impegni tecnologici.
Con il tempo, però, anche la tipologia delle prescrizioni
si è evoluta, e sempre più spesso accanto alle formulazioni
tradizionali, hanno cominciato a fare la loro comparsa le preparazioni
in CAPSULE.
Queste naturalmente, sia per essere allestite in conformità
con le Norme di Buona Preparazione (N.B.P.), sia per motivi pratici e di
tempo, richiedono qualche accorgimento tecnologico maggiore. Negli ultimi
anni sono così apparse sul mercato le prime opercolatrici manuali,
per l’apertura e la chiusura delle capsule, evolutesi anch’esse in strumenti
sempre più sofisticati, fino ad arrivare alle semiautomatiche attuali.
Sicuramente un bel passo avanti, anche dal punto di vista professionale.
Ma la necessità di strumenti, che aiutino il farmacista a fare in
modo che la preparazione di capsule rispetti al massimo le N.B.P, non può
fermarsi ad una macchina che apre e chiude le capsule, quando la parte
più importante del processo produttivo è sicuramente quella
di ottenere una mescolanza uniforme, tra PRINCIPIO ATTIVO ed ECCIPIENTI,
ed è qui che nasce l’esigenza di un apparecchio che assolva a questa
funzione in maniera ineccepibile, ed è da questa esigenza che nasce
POWMIX3000.
POWMIX3000, il mescolatore progettato dalla Galeno-TeKno-Lab,
è, e sarà, sicuramente uno degli strumenti più utili
per il Farmacista preparatore. Questo apparecchio infatti garantisce la
perfetta distribuzione tra principio attivo ed eccipiente, altrimenti non
ottenibile con altri sistemi manuali, e permette così anche alla
farmacia di allinearsi alle Norme di Buona Preparazione, consigliate dalla
Farmacopea Ufficiale.
Una delle caratteristiche del POWMIX3000, è
che la dotazione di serie può essere ampliata all’infinito, acquistando
con modica spesa altri contenitori, compatibili grazie alla particolare
chiusura a molla della cerniera, applicata al sostegno dell’ albero di
rotazione. Si avrà così l’ulteriore sicurezza di non inquinare
le varie miscelazioni che si andranno ad eseguire. Il mescolatore POWMIX3000
viene fornito di serie, con due contenitori: uno da 1 litro c.a. e
uno da 2 litri c.a. POWMIX3000 ha dimensioni discretamente contenute,
ed è stato progettato e costruito seguendo le ultime normative che
regolamentano l’immissione sul mercato di apparecchiature elettroniche.
Caratteristiche tecniche di POWMIX3000
| dimensioni in cm: |
| peso : |
| alimentazione: |
| assorbimento : |
| giri minuto: |
| timer per la programmazione della
durata della miscelazione |
| tasto spegnimento d’emergenza |
| vernice ignifuga / atossica / isolante
a 1000/1500 Volts |
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Preparazioni Magistrali e
D.L.
161/96
E' stata pubblicata sulla G.U. n. 146 del 24/06/96 la
mancata conversione in legge del D.L. 27 maggio 1996, n. 291 (reiterazione
del precedente D.L. n. 161) "Disposizioni urgenti in materia di sperimentazione
e utilizzazione dei medicinali".
Da tale data sono pertanto decadute le disposizioni introdotte
dal suddetto decreto, in particolare quelle riguardanti la prescrivibilità
delle preparazioni magistrali, che il 161 limitatava ai "principi
attivi descritti nelle farmacopee dei Paesi dell'Unione Europea o contenuti
in medicinali prodotti industrialmente di cui è autorizzato il commercio
in Italia o in altro Paese dell'U.E." E' finalmente decaduto un decreto
che
1) NON TUTELAVA LA SALUTE DEL CITTADINO:
in particolare nel caso di malattie rare o di altre patologie
per le quali non esistono farmaci autorizzati all'immissione in commercio,
nè principi attivi presenti in una della farmacopee dell'U.E. (si
tratta dei cosiddetti "farmaci orfani", non prodotti dall'industria
in quanto non remunerativi, nè tantomeno presi in considerazione
dalle farmacopee in quanto di uso non frequente, allestibili unicamente
come preparazioni magistrali);
2) LIMITAVA GRAVEMENTE LA LIBERTA' PRESCRITTIVA DEL MEDICO:
libertà di scelta terapeutica e di personalizzazione
del dosaggio, libertà di associazione fra principi attivi, impiego
di farmaci dai dati clinici promettenti, impiego di medicamenti con incompatibilità
o breve validità. Il tutto è realizzabile unicamente come
magistrale.
3) AVEVA GENERATO GRANDE CONFUSIONE
limitando la prescrivibilità dei magistrali soltanto
ai "PRINCIPI ATTIVI", mentre la farmacopea e il D.L.vo 178/91
hanno sempre impiegato il termine "SOSTANZA". Ci si chiede inoltre
come potesse il medico avere sotto mano le varie farmacopee e l'elenco
delle specialità autorizzate nell'U.E., o peggio ancora essere a
conoscenza delle specialità revocate semplicemente su rinuncia.
Ritornano così ad essere liberamente prescrivibili
ad esempio melatonina, ac. glicolico, piante medicinali e loro estratti
e quant'altro non incluso in farmacopee o in specialità medicinali
(proibiti dal D.L. 161), chellina, D.H.E.A. o deidroepiandrosterone
(possibili soltanto dietro consenso informato del paziente).
Nell'eventuale completa revisione della materia in questione, noi auspichiamo
che il legislatore abbia una maggiore attenzione ai diritti del malato
e alla libertà del medico, sia svincolato dalle pressioni che tendono
a vanificare tali diritti e a svilire la professione del farmacista, eviti
di generare ulteriore confusione nel campo sanitario già barcollante
per tutta una serie discutibile di provvedimenti sull'etico.
DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA
FARMACEUTICA E DI SANITA'
Col nuovo decreto 16 luglio
1996, n. 377, pubblicato sulla G.U. del 17/07/96, che sostituisce
il decaduto D.L. 26 aprile 1996, n. 224, ennesima reiterazione
delle modifiche al D.L.vo 30 dicembre 1992, n. 539, il Ministro della Sanità
ha riconfermato le normative vigenti fino al 28/06/96, in particolare quindi:
1) RICETTE RIPETIBILI:
devono essere redatte senza formalismi (addirittura anche
senza nome), senza indicazione del medico sono ripetibili 5 volte in tre
mesi oppure, se il medico indica posologia e durata della terapia, possono
essere valide fino al massimo di 1 anno per tante dispensazioni quante
risultano dalla posologia. L'indicazione di un numero di confezioni superiore
all'unità annulla la ripetibilità. Devono ogni volta essere
timbrate, prezzate e restituite, anche quando la ricetta è esaurita
(la ricetta è di proprietà del paziente);
2) RICETTE NON RIPETIBILI:
devono essere redatte senza formalismi e sono valide
3 mesi (ad esclusione delle prescrizioni a base di sostanze in I, II e
III tabella del D.P.R. 309/90 che devono essere prescritte su Ricettario
Speciale Stupefacenti con tutti i formalismi e sono valide solo 10 giorni
escluso quello di emissione), devono essere ritirate e conservate 6 mesi
(fatta eccezione per le ricette contenenti sostanze in I, II, III e IV
tabella D.P.R. 309/90 le quali, avendo l'obbligo di carico e scarico, devono
essere conservate unitamente al Registro di entrata e uscita per cinque
anni dall'ultima registrazione effettuata);
3) RICETTE MAGISTRALI:
seguono le stesse disposizioni valide per le specialità,
cioè sono NON RIPETIBILI quelle prescriventi sostanze comprese
in tabella n. 5 della FUI (anche le ricette contenenti sostanze velenose
sono non ripetibili, devono inoltre riportare in tutte lettere le quantità
delle sostanze velenose prescritte), sono RIPETIBILI tutte le altre (è
però obbligatorio nome e cognome).
Il decreto è in vigore dal 18/07/96.
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Magistra: unità di misura
Inizia qui una rubrica fissa
che riguarda i molti farmacisti che usano Magistra, il software per la
gestione del laboratorio.
Ogni mese analizzeremo una particolarità del programma,
cercando di sviscerarne tutte le caratteristiche, al fine di acquisire
una padronanza completa di tutte le funzionalità e sfruttare al
massimo questo importante strumento. Gli argomenti saranno scelti tra quelli
che maggiormente richiedono di essere chiariti con le vostre telefonate
così come tenderemo a sottolineare piccole qualità che per
qualche motivo potrebbero essere passate inosservate. Quindi iniziano subito
!
Durante l’inserimento delle sostanze che compongono una
formulazione, è adesso possibile specificare, per le singole quantità,
un’unità di misura diversa dal grammo. E’ sufficiente spostarsi
nell’apposito spazio (“campo”, in ambito informatico) e digitare l’unità
desiderata. E’ stato attivato anche il tasto [F5] che sposta l’attenzione
su tale campo qualsiasi sia l’informazione in attesa di essere inserita.
Premendo sempre [F5] nello spazio riservato all’unità
di misura verranno proposte in successione “mg”, ”mg”, ”g”, ”kg”, ”ml”,
”l”. In ogni caso la quantità così impostata verrà
subito tradotta in grammi perché è questa l’unità
stabilita dalla legge per una corretta tariffazione. Nel caso si esprima
un unità di misura relativa ad un volume, faremo ricorso alla densità
della sostanza in oggetto che è memorizzata ed accessibile in “Archivi”
-> “Sostanze”.
Anche al momento del carico di un lotto è possibile
specificare un’unità di misura diversa dal grammo ed avere immediatamente
la corretta conversione.
Dunque eliminiamo anche la possibilità di commettere
errori nella conversione delle unità di misura, evitando di fare
“strani” calcoli su quanti zeri inserire dopo il punto decimale !!
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