|
Numero
12
| |
|
|
Appuntamento con il redazionale sul prossimo numero.
|
| |
PICNOGENOLI = Proantocianidine oligomeriche.
Gli antiossidanti naturali più noti sono
senzaltro beta-carotene, vitamina C e vitamina E, la cui efficacia nel prevenire i
danni cellulari dovuti ai radicali liberi è ormai riconosciuta da tutto il mondo
scientifico. I radicali liberi sono molecole distruttive responsabili del processo di
invecchiamento in generale, capaci di danneggiare le strutture cellulari, in particolare
membrana, mitocondri e il DNA. Per questo motivo sono anche ritenuti come primitiva causa
di affezioni croniche (principalmente disturbi cardiovascolari) e degenerative. Le più
recenti ricerche stanno dimostrando lesistenza di una serie di antiossidanti molto
più potenti di quelli classici appena citati: si tratta delle proantocianidine
oligomeriche (OPC = Oligomeric ProanthoCyanidins), anche dette leucoantocianine o
picnogenoli.
Leucoantocianidine o picnogenoli
Le proantocianidine oligomeriche costituiscono una famiglia di polifenoli naturali
appartenenti alla classe dei bioflavonoidi, ritrovati in diversi frutti e piante, presenti
in concentrazioni particolarmente elevate nei semi di uva rossa e nella corteccia di pino
marittimo. Sono formati da un numero variabile di unità flavaniche (catechina,
epicatechina) e hanno la caratteristica, se riscaldati in ambiente acido, di idrolizzarsi
fornendo antocianidine (da qui la denominazione di proantocianidine). Le prime discordanze
nascono tuttavia sulla definizione "oligomeriche": per alcuni sono da intendersi
per oligomeri quelli contenenti da 2 a 4 monomeri, per altri da 2 a 10 o più. Neppure
semplice è determinare quali siano gli oligomeri maggiormente biodisponibili o
biologicamente attivi: dimeri, trimeri e tetrameri hanno la giusta grandezza per legarsi
al collagene, per svolgere una inibizione enzimatica, per legarsi al genoma. E vero
tuttavia che durante la digestione, nellambiente acido dello stomaco, gli oligomeri
a più alto peso molecolare vengono idrolizzati a oligomeri più piccoli. Dal confronto
delle diverse interpretazioni si evince che lefficacia di un estratto contenente OPC
dipende non tanto dal contenuto di polifenoli totali quanto dalla ricchezza in frazione
oligomerica (2-7 unità) unitamente ad un basso contenuto in monomeri (catechina ed
epicatechina) e in polimeri con più di sette unità (eptameri). I polimeri veri e propri
sono denominati invece tannini o composti tannici. Le proantocianidine oligomeriche
possono essere anche esterificate parzialmente con acido gallico.
Quasi tutti gli estratti reperibili in commercio riportano un titolo in proantocianidine
oligomeriche pari al 95%, tuttavia i metodi usati per la determinazione quantitativa
impiegati dai produttori possono essere diversi (HPLC, Spettrometria di massa) e fornire
quindi risultati non sempre direttamente comparabili.
La composizione percentuale tipica dellestratto standardizzato di semi di uva
rossa è riportata nella scheda tecnica di tabella n. 1.
La composizione tipica dellestratto standardizzato di corteccia di pino marittimo
non è generalmente ben definita anche se viene riportato un titolo complessivo del 95% in
OPC.
| Tabella n. 1 - Schede tecniche Denominazione
Comune Italiana: UVA ROSSA SEMI ESTRATTO SECCO
Denominazione botanica: Vitis vinifera L. var. rubra
Sinonimi: O.P.C., proantocianidine, picnogenoli, leucoantocianine, Biovin R,
Activin R, Leucoanthocyanins R
Parti usate: semi (talora anche gambi e buccia dei frutti)
Caratteristiche organolettiche: polvere scorrevole di colore rosso, odore
caratteristico di vino rosso
Solvente di estrazione: miscela idroalcolica
Solubilità: ottima in acqua a temperatura ambiente
Titolo: Indice di polifenoli min. 45%; proantocianidoli e catechine min. 18%;
antocianidine min. 3,5%; Unità Porter min. 290; Scala di valutazione procianidolica min.
93%; Scala di polifenoli ca. 100; Scala do cianidine ca. 100; Resveratrolo min. 460 ppm;
Ac. ellagico min. 200 ppm; rapporto Estratto/Droga 1:5000 ca.
Identificazione: TLC, HPLC
Umidità: max. 7%
pH (soluzione acquosa 10%): 3,5 ca
Ceneri: max. 1%
Metalli pesanti: max. 10 ppm
Solventi organici residui: assenti
Sostanze estranee: assenti
Saggi microbiologici: carica batterica totale max 1000 ufc/g; lieviti e muffe max 100
ufc/g; patogeni: assenti
Denominazione Comune Italiana: PINO MARITTIMO CORTECCIA ESTRATTO SECCO
Denominazione botanica: Pinus strobus L.
Sinonimi: O.P.C., proantocianidine, picnogenoli, leucoantocianine, Pine bark Extract
Parti usate: corteccia
Caratteristiche organolettiche: polvere di colore bruno, odore caratteristico
Solvente di estrazione: miscela idroalcolica
Solubilità: ottima in acqua a temperatura ambiente
Titolo: Scala di valutazione procianidolica min. 95
Identificazione: TLC, HPLC
Umidità: max. 5%
Ceneri: max. 1,5%
Metalli pesanti: max. 10 ppm
Solfati: non rilevabili
Sostanze insolubili in acqua: max 8%
Sostanze estranee: non rilevabili
Saggi microbiologici: carica batterica totale max 10000 ufc/g; lieviti e muffe max 100
ufc/g; patogeni: assenti |
Proprietà farmacologiche delle OPC
Azione antiossidante: studiata inizialmente da Meunier et al. valutando
lattività scavenging nei confronti degli anioni superossido e la capacità
di inibire la perossidazione lipidica. Tale attività è stata recentemente dimostrata con
diversi modelli sperimentali da Maffei Facino R. et al. Lazione antiossidante è
inoltre potenziata dalla notevole capacità di inibire (non-competitivamente)
lenzima xantina ossidasi, promotore della formazione dellanione superossido.
Le proantocianidine oligomeriche si sono dimostrate 15-30 volte più efficaci della
vitamina E e degli altri antiossidanti classici. In particolare sono risultate molto
efficaci sia nella fase di induzione che nella fase di propagazione della perossidazione
lipidica (il modello sperimentale prevede una perossidazione lipidica indotta da
ultrasuoni su liposomi di fosfatidil colina).
Azione antienzimatica: è stata testata "in vitro" su diversi enzimi fra i
quali: elastasi, collagenasi, ialuronidasi, beta-glucuronidasi (coinvolti nel ricambio
delle principali componenti della matrice extravascolare: elastina, collagene,
ac.ialuronico), xantina ossidasi (coinvolto nella formazione dellanione
superossido). Inoltre è stato dimostrato che la alfa-1-antitripsina, inibitore degli
enzimi proteolitici, viene a sua volta inibita da composti contenenti ossigeno attivo,
lasciando così via libera ai sistemi enzimatici da essa controllati, col risultato di
accelerare la distruzione della matrice extravascolare. Le proantocianidine bloccano
pertanto lintero processo a due livelli: impedendo la forma di composti contenenti
ossigeno attivo e limitando direttamente lattività enzimatica. Questa ipotesi è
supportata dai dati di farmacocinetica che indicano un notevole tropismo delle OPC per i
tessuti ricchi di glicosaminoglicani, come ad esempio le pareti dei vasi sanguigni. Il
risultato di questa azione combinata si manifesta in particolare con un notevole
rinforzamento delle pareti capillari.
Azione antimutagenica: in esperimenti effettuati su Saccharomyces cerevisiae S288C è
stata rilevata una riduzione del 65% delle mutazioni spontanee dei mitocondri,
analogamente una aumentata resistenza alle mutazioni del nucleo in presenza di canavanina.
Questa azione sembra direttamente collegata allattività antiossidante delle OPC.
E quindi prevedibile un razionale impiego delle proantocianidine nella prevenzione
di alcune malattie croniche degenerative:
disturbi cardiovascolari e proliferazioni cellulari invasive.
Indicazioni terapeutiche
1) insufficienza venosa periferica (vene varicose, linfoedema, etc.) , retinopatie
(microangiopatie della retina) diabetiche e non, fragilità capillare: le
proantocianidine oligomeriche hanno la capacità di rinforzare le pareti capillari
mediante un aspecifico legame con le fibre elastiche, collagene ed elastina ma non basta,
svolgono una azione inibitrice nei confronti degli enzimi chiave dellendotelio
capillare e della matrice circostante (collagenasi, elastasi etc.) combinata con la
fondamentale protezione dai danni provocati dai radicali liberi;
2) prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari (disturbi della
circolazione arteriosa periferica, del microcircolo cerebrale e cardiaco, alterazione
dellaggregazione piastrinica): oltre alla potente azione di radical-scavenger
questa classe di flavonoidi possiede la capacità di favorire una normale funzione
piastrinica, permettendo al sangue di fluire attraverso i vasi, riducendo così il rischio
di malattie cardiovascolari;
3) stimolazione del sistema immunitario: in particolare è stata dimostrata una
reale protezione dei macrofagi nei confronti dei danni ossidativi prodotti dai radicali
liberi.
Posologia
Nellinsufficienza venosa o venoso-linfatica e nel linfedema post-operatorio è stata
effettuata una sperimentazione in doppio-cieco somministrando 150 mg di OPC (come estratto
secco standardizzato di semi di uva rossa) per 2 volte al giorno: è risultato un
miglioramento nell87% dei casi, contro un 45% del placebo. In alcune affezioni sono
stati sufficienti dosaggi di 30 mg 2 volte al giorno.
Nei disturbi delle funzioni visive sono stati sperimentati da 100 mg a 300 mg 2 volte al
giorno mostrando un rapido miglioramento (le OPC assicurano una più rapida rigenerazione
della rodopsina grazie al migliorato trofismo della retina).
Come antiossidante e come preventivo per trattamenti prolungati sono sufficienti
generalmente da 30 a 45 mg 1 o 2 volte al giorno.
I picnogenoli si sono dimostrati circa 30 volte più efficaci degli antiossidanti classici
(beta-carotene, vitamina C, vitamina E) sia nel catturare i radicali liberi (free
radical-scavenger) che nellimpedire la perossidazione dei lipidi, i danni alla
membrana cellulare e al DNA, indotti dai radicali liberi. Peraltro si è visto che unendo
gli estratti contenenti OPC agli antiossidanti classici si ha una sinergia di
potenziamento (vedi tabella n. 1).
Studi tossicologici
Le OPC sono praticamente prive di tossicità acuta per via orale (DL50 > 4g/kg nei
ratti e nei topi), analogamente è stata testata la tollerabilità a lungo termine (60
mg/Kg/dì per 6 mesi nei ratti) che ha mostrato una completa assenza di effetti
collaterali e di tossicità.
Tabella n. 2 - Alcune formulazioni
| 1) potente antiossidante, migliora la circolazione |
picnogenolo mg 20
ginkgo biloba E.S. mg 150
vitamina A palmitato 50% mg 5
beta-carotene 10% mg 10
tocoferolo acetato 50% mg 60
ac. L-ascorbico mg 100
bioflavonoidi mg 20
zinco gluconato mg 20
sodio selenito mcg 30
eccipienti q.b. per 1 capsula
Posologia media: 1 capsula al mattino, 1 la sera |
| 2) tonico, antietà |
picnogenolo mg 30
acerola E.S. 50% vit.C mg 100
ginseng E.S. mg 100
bioflavonoidi mg 20
spirulina mg 200
eccipienti q.b. per 1 capsula
Posologia media: 1 capsula al mattino, 1 a pranzo |
Bibliografia
Laparra J., Michaud J., Lesca M.F., Blanquet P., Masquelier J.: Acta Therap. 4, 233
(1978)
Delacroix P.: Rev.Médicine 27-28, 1973 (1981)
Hayatsu H., Arimoto S., Negishi T.: Mutation Res. 202, 429 (1988)
Moriconi S., Bellezza P.G.: Ann.Ott.Clin.Ocul. 114, 585 (1988)
Boissin J.P., Corbé Ch., Siou A.: Bull.Soc.Opht.France 88, 173 (1988)
Coget J.: Phlébologie 41, 359 (1988)
Meunier M.T., Duroux E., Bastide P.: Plant médicin. et Phytothér. 23, 267 (1989)
Wall M.E.: J.Nat.Prod. 55, 1561 (1992)
Maffei Facino R., Carini M., Aldini G., Bombardelli E., Morazzoni P., Morelli R.: Arzneim.
Forsch. 44, 592 (1994)
Bombardelli E., Morazzoni P.: Fitoterapia, 4, 291 (1995)
|
|
Sul banco del laboratorio La Farmacopea Britannica (B.P.) possiede un vasto formulario nazionale
comprendente alcune interessanti formulazioni facilmente realizzabili farmacia. Nel vigore
del D.L.vo 178/91 queste preparazioni devono essere allestite dietro presentazione di
ricetta medica.
Unguento di acido borico composto (BP 93 - BP 98)
(Unguento di Whitfield)
acido benzoico (finemente polverizzato) 60 g
acido salicilico (finemente polverizzato) 30 g
unguento emulsionante* 910 g
Preparazione: triturare o levigare lacido borico e
lacido salicilico con una porzione di unguento emulsionante fino ad omogeneità,
quindi aggiungere poco a poco il restante unguento.
Lunguento di acido borico composto rappresenta una revisione della
classica formulazione di Unguento di Whitfield:
acido benzoico
acido salicilico anag 2
zinco ossido g 3
vaselina g 40
oppure:
acido benzoico
acido salicilico anag 10
vaselina
lanolina anag 40
Preparazione: si levigano le tre sostanze, già finemente polverizzate, in poca
vaselina (o meglio in poco olio di paraffina) fino ad omogeneità, quindi si aggiunge poco
a poco la vaselina rimanente (40 g meno quelli impiegati come vaselina o come olio di
paraffina).
Indicazioni: antimicotico per uso topico, impiegato ad esempio nel trattamento
dellepidermofizia inguinale e in altre forme di micosi cutanee. Lac. benzoico
possiede un buon potere antimicotico e la sua combinazione con ac. salicilico
(cheratolitico), promuovendo la rimozione degli strati morti superficiali, ne favorisce
lazione.
Modalità duso: 2-3 applicazioni al giorno sulle zone interessate,
rimuovendo delicatamente la pelle, se necessario, prima delle successive applicazioni.
* Unguento emulsionante BP
cera emulsionante** 300 g
vaselina filante 500 g
paraffina liquida 200 g
Preparazione: fondere insieme i componenti e agitare fino a raffreddamento.
** Cera emulsionante BP
alcol cetostearilico 90 g
sodio laurilsolfato 10 g
acqua purificata 4 ml
Preparazione: fondere lalcol cetostearilico e riscaldare fino a 95°C, aggiungere
sodio laurilsolfato emulsionante anionico), miscelare e aggiungere lacqua riscaldare
fino a 115°C e mantenere questa temperatura agirando vigorosamente fino a scomparsa della
schiuma e quando il prodotto diventa translucido. Raffreddare velocemente.
Crema alla cetrimide (BP 93 - BP 98)
cetrimide 5 g
alcol cetostearilico 50 g
paraffina liquida 500 g
acqua purificata (bollita di fresco) q.b. 1000 g
Preparazione: fondere lalcol cetostearilico e riscaldarlo a 60°C
unitamente alla paraffina liquida. A parte sciogliere la cetrimide in 450 g di acqua e
portarla alla stessa temperatura. Aggiungere la soluzione acquosa alla fase oleosa sotto
agitazione. Continuare ad agitare fino a raffreddamento riportando eventualmente a peso
con acqua.
Indicazioni: antisettico cutaneo ad ampio spettro.
N.B. il F.N. della FUI IX riporta anche la soluzione concentrata di cetrimide al 40%,
da usarsi previa diluizione 1:100, mentre la BP 93 e BP 98 riportano una soluzione
all1%.
|
| |
ANORESIZZANTI: di nuovo magistraleCon ordinanza del Consiglio di Stato è stato sospeso
lart. 1 del D.M. 18 settembre 1997 "Divieti e limitazioni nella prescrizione e
preparazione dei medicinali anoressizzanti ad azione centrale", di conseguenza è
nuovamente consentito al medico prescrivere e al farmacista eseguire preparazioni
magistrali a base di dietilpropione cloridrato, fendimetrazina bitartrato o altre sostanze
attive come anoressizzanti centrali, pur con i limiti e le modalità imposte dal
medesimo D.M. agli artt. 2 e 4, analogamente a quanto avviene per le relative specialità
medicinali (piano terapeutico); restano ovviamente in vigore anche le limitazioni
introdotte dal D.M. 13 aprile 1993, in particolare:
1) il dosaggio deve essere inferiore a quello delle relative specialità in commercio;
2) gli anoressizzanti centrali permessi (dietilpropione cloridrato e fendimetrazina
bitartrato) non devono essere associati fra loro nè con altre sostanze farmacologicamente
attive;
3) la preparazione non deve superare il fabbisogno di trenta giorni.
Lart. 1 del D.M. 18 settembre 1997 così recitava: "è fatto divieto ai
farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti fendimetrazina, anfepramone o
altre sostanze che abbiano lo scopo di ottenere un effetto anoressizzante ad azione
centrale, ed i medici sono tenuti ad astenersi dal prescriverle", mentre restava
permessa la cessione al pubblico delle specialità a base di dietilpropione e
fendimetrazina dietro presentazione di piano terapeutico.
Pur riconoscendo valide le motivazioni delle restrizioni per motivi di salute pubblica, si
veniva a creare una grave disparità di trattamento fra farmacista preparatore e indutria
farmaceutica. SIFAP e AIMEGA avevano già chiesto la sospensione di alcune parti del
decreto in oggetto al TAR Lazio, che tuttavia con ordinanza n. 3003 del 24 novembre 1997
non aveva accettato il ricorso. Ritenendo lart. 1 del suddetto decreto
"gravemente lesivo allesercizio della professione di farmacista" SIFAP ha
fatto nuovamente ricorso al Consiglio di Stato, sezione IV, che con propria ordinanza n.
719 del 8 maggio 1998 ha sospeso lefficacia dellart. 1 del D.M. 18 settembre
1997. Copia dellordinanza è stata trasmessa al Ministero della Sanità in data 11
maggio 1998.
Di seguito si riporta il testo
dellordinanza.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale
Registro Ordinanza: 719/98
Registro Generale: 545/98
Sezione Quarta
composto dai Signori:
Pres. Walter Catalozzi
Cons. Sergio Santoro
Cons. Sabino Luca
Cons. Roland Ernst Bernabè
Cons. Cesare Lamberti Est.
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
nella Camera di Consiglio del 08 Maggio 1998.
Visto lart. 21, u.c., della legge 6
dicembre 1971, n. 1304;
Visto lappello proposto da:
Cicconetti Pierandrea
Vincieri Franco
Salvi Pierluigi
Marcucci Mario
SIFAP - Società Italiana Farmacisti Preparatori
rappresentato e difeso da:
Avv. Bruno Riccardo Nicoloso
Avv. Enrico De Bernardinis
con domicilio eletto in Roma
Lungotevere della Vittoria 9
presso lo studio del secondo;
e nei confronti di
Ministero della Sanità, Commissione Unica del Farmaco
rappresentati e difesi da:
Avvocatura Gen. Stato
con domicilio in Roma
Via dei Portoghesi 12
presso la sua sede in Roma:
FNOM - Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
non costituitosi;
per lannullamento dellordinanza del TAR Lazio - Roma: Sezione I bis n.
3003/1997, resa tra le parti, che "avuto riguardo al preminente interesse pubblico
alla tutela della salute", respinto listanza di sospensione del decreto del
Ministro Della Sanità 18 settembre 1997 recante "Divieti e limitazioni nella
prescrizione e preparazione dei medicinali anoressizzanti ad azione centrale"
(pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana n. 221 del 22 settembre 1997) nella
(sola) parte in cui pone il divieto ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali
contenenti fendimetrazina, amfepramone o altre sostanze che abbiano lo scopo di ottenere
un effetto anoressizzante ad azione centrale ed impone ai medici di astenersi dal
prescriverle (art. 1) nonchè - sempre in parte de quo - di ogni altro atto presupposto
e/o derivato comunque connesso a tale decreto, ivi compresi (in parte de quo) i
provvedimenti della Commissione Unica del Farmaco, 27 maggio 1996 (verbale n. 53) 3
febbraio 1997 (verbale n. 87), 10 febbraio 1997 (verbale n. 88) nonchè di ogni altro atto
presupposto o derivato;
Visti gli atti e documenti depositati con
lappello;
Vista lordinanza di accoglimento della
domanda incidentale di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato in primo
grado;
Visto latto di costituzione in giudizio di:
Commissione Unica del Farmaco,
Ministero della Sanità;
Udito il relatore Cons. Cesare Lamberti e uditi
altresì per le parti gli avv.ti De Bernardinis, Nicoloso e dello Stato Greco;
Ritenuto che dallesecuzione del
provvedimento impugnato in primo grado deriva un danno grave ed irreparabile, così come
previsto dallultimo comma del citato art. 21 e che sussistono i presupposti previsti
dal già citato articolo;
P.Q.M.
Accoglie lappello (Ricorso numero 545/98)
e, per leffetto, in riforma dellordinanza impugnata, accoglie listanza
di sospensiva proposta nei confronti del provvedimento impugnato in primo grado;
La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la
segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Roma, 08 Maggio 1998
IL PRESIDENTE
Walter Catalozzi
LESTENSORE IL SEGRETARIO
Copia conforme alla presente ordinanza (relativa
al ricorso numero 545/98) è stata trasmessa al Ministero della Sanità (a norma
dellart. 87 del regolamento di procedura 17 agosto 1907)
11 Maggio 1998
|
|
|
Magistra: il salvataggio Il salvataggio
dei dati su dischetti è un inutile perdita di tempo o un prezioso investimento per il
futuro ??? Questa domanda ha sicuramente risposte contradditorie anche se fatta alla
stessa persona poichè dipende dal momento in cui è posta. Probabilmente al momento di
provvedere a questa operazione, il salvataggio è un inutile perdita di tempo: "Cosa
mai me ne faccio di questi dischetti ?!". Al momento in cui, per qualsiasi motivo, i
dati contenuti sul disco fisso sono perduti, il salvataggio è come lintervento
della divina provvidenza se è stato effettuato da non troppo tempo, altrimenti diventa un
imperdonabile "mea culpa" o si trasforma in uninterminabile sequenza di
imprecazioni.
La cultura del salvataggio sui dischetti non è molto diffusa nellambito della
farmacia e spesso si tralascia questa importante operazione a favore degli altri
innumerevoli compiti che piovono a dosso durante la giornata. Sarebbe invece molto
importante riuscire a pianificare al meglio i momenti in cui è necessario effettuare un
salvataggio e impegnarsi ad onorare tali scadenze. Purtroppo, quando il fattaccio è ormai
accaduto, ci armiamo dei migliori propositi, ma ben presto, non appena passa la paura, si
ricade nello stesso errore.
Il salvataggio dovrebbe essere preso seriamente in considerazione e come non ci
dimentichiamo di chiudere la porta o spengere la luce quando chiudiamo la farmacia, ci
dovremmo ricordare di eseguire anche i salvataggi. La cadenza con cui eseguirli dipende
molto dal carico di lavoro: il salvataggio riporta il programma ed i dati esattamente al
momento in cui è stato eseguito. Unottima abitutine potrebbe essere quella di
eseguirlo ogni giorno alla sera alla fine del lavoro, oppure alla mattina prima
dellavvio delle attività o anche dopo il coffee-break del pomeriggio. In questo
modo perderei, nel caso peggiore, le informazioni sul lavoro fatto nellultimo
giorno. Inoltre laasociarlo ad altre attività potrebbe portare ad automatizzare
anche questa operazione, come dicevamo prima, esattamente come chiudiamo la porta la sera
prima di uscire o come accendiamo la stampante la mattina.
Purtroppo il disco fisso è soggetto a guastarsi o quanto meno a perdere i dati: questa
non è unaffermazione che vuole terrorizzare ma mettere in guardia sul fatto che
questo tipo di problema possono averlo tutti i computer e sono da tenere particolarmente
sotto controllo i dischi fissi con qualche anno di vita.
Esistono degli strumenti che permettono di riassestare il disco fisso in caso di problemi,
ma spesso i dati contenuti nelle aree in cui si sono verificati degli inconvenienti vanno
persi.
Magistra mette a disposizione, attraverso il menù Utility sia il salvataggio che il
ripristino dei dati che riguardano lattività del laboratorio. Utilizza degli
strumenti esterni che sono messi a disposizione dal sistema operativo (BACKUP e RESTORE)
che sono presenti in tutte le versioni del DOS. Occorre prestare attenzione al fatto che
nelle versioni più recenti questi programmi sono sostuiti con altri e la loro
istallazione deve essere fatta in modo esplicito, altrimenti non vengono inseriti sul
disco fisso. Nel caso che non riusciate ad effettuare i salvataggi consigliamo di
chiamarci e insieme risolveremo il problema.
Ricordiamo che il salvataggio richiede, oltre a qualche minuto (se richiede solo qualche
secondo loperazione potrebbe non essere stata portata a termine con successo) anche
due o più dischetti, a seconda della mole di dati da salvare.
Naturalmente si possono riusare i dischetti su cui è stato fatto un salvataggio anche se
è consigliabile servirsi perlomeno due set di dischetti da utilizzare alternativamente,
in modo da essere sempre in possesso di due salvataggi.
Il consiglio che sentiamo di dare è di dedicare tre minuti al giorno al salvataggio per
non perdere giornate di lavoro.
|
|